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giovedì 10 ottobre 2013

... unti i polpastrelli

 Un pò di parole in prestito:
… Non dico che abborriamo tutto quello che luccica; è tuttavia evidente che preferiamo, alle tonalità chiare, fredde e scintillanti, quelle un po’offuscate, e caliginose. Nella pietra preziosa come nel vasellame, ci piacciono quei riflessi profondi e velati che sono inseparabili dalla patina del tempo. 
Fuor d’eufemismo, questa cosiddetta patina altro non è che sudiciume accumulato nel corso dei secoli. Lustro delle mani la chiamano i Cinesi; noi Giapponesi la chiamiamo (con espressione analoga) nare. È lo sporco e l’untume di cui gli oggetti, toccati e accarezzati da molte mani, finiscono per impregnarsi con il passare degli anni. […] per essere veramente eleganti […] è necessario non temere la sporcizia. Spesso il pregio degli oggetti che chiamiamo belli e raffinati è costituito, almeno in parte, da una certa sordidezza, e da un certo grassume. Se dicessi che gli Occidentali fanno di tutto per asportare lo sporco dalla superficie degli oggetti, e che gli Orientali lo conservano con cura, come il più prezioso dei cosmetici, si penserebbe che intendo stupire con un’affermazione paradossale. Ma in essa v’è più di un grano di verità. Prediligiamo la patina del tempo, ben sapendo che è prodotta da mani sudate, da polpastrelli unti, da depositi di morte stagioni; la prediligiamo per quel lustro, e quegli scurimenti, che ci ricordano il passato, e la vastità del tempo. Vivere fra oggetti bruniti, e in una casa antica, ci trasmette un senso di pace profonda, e inesplicabilmente ci calma …            
Jun’ichiro Tanizaki, Libro d’ombra

un pò di disegni nostri:

 

sabato 5 ottobre 2013

Ottimo massimo



Ricordate il Barone Rampante? 
Cosimo Piovasco di Rondò... con un nome così semplice e poco impegnativo come non potevo perdere la testa per lui.
Credo sia stata una delle mie prime cotte letterarie! 
Cosimo non subisce le regole dell’etichetta alle quali dovrebbe attenersi e, senza farvela troppo lunga, con una testutaggine che mi ricorda qualcosa con cui ho spesso a che fare, decide di trasferirsi a vivere per sempre sugli alberi. Forte e rapido, si sposta da un albero all’altro con la leggerezza di un soffio, veste indumenti fatti da lui a seconda della necessità e la sua casa è una capanna (ovviamente sospesa tra gli alberi), che perfeziona giorno dopo giorno per renderla sempre più confortevole. 
Semplicemente fantastico!
Chi di voi non ha sognato di vivere su di un albero? Chi di voi da bambino non ha cercato di costruire una capanna in cui passare i propri momenti di segreto divertimento? 
Bhè: io l'ho fatto! E mi piaceva da matti... 
La mia purtroppo non era accogliente e bella come quella del barone (per questo forse ho da grande studiato architettura...) ma era la MIA capanna!
E dentro, ovviamente, mi faceva compagnia il fido Ottimo Massimo (da allora per me tutti i bassotti sono Ottimo Massimo!), che purtroppo era di pezza e non di pelo e non ha mai condotto da me l'amata Viola (né tantomeno quel bel brunetto che abitava nella casa accanto a quella in cui stavamo noi al mare d'estate!). Ho aspettato a lungo il barone rampante, forte e fragile, leggero e con le idee chiare. Ma Cosimo è anche, anche per questo, testardo e irremovibile come, ahimè, gli uomini che a piacciono a me... e così, quasi vent'anni dopo la prima cotta, il mio principe azzurro ha la stessa testa dura. 
Dov'è la casa sull'albero e soprattutto: Ottimo dove sei?

giovedì 27 giugno 2013

Rapunzel sui pattini





Già ho raccontato, un po' di tempo fa (qui), dell'impetuosa passione di Minimani per Rapunzel: perché è portatrice di femminilità evidente o semplicemente augurio di potenza magica, la ama. 
Ebbene sì: ama Rapunzel per mille motivi ma, soprattutto, per i suoi lunghi, lunghi, lunghi, lunghissimi capelli biondi.
Fortunatamente, la piccola Minimani sta crescendo e dopo un momento di sconforto che l'ha trovata impreparata difronte alla diversità, comincia ad apprezzare anche i SUOI di capelli. 
Li apprezza anche se crescono con più fatica che in una storia di fantasia e, soprattutto, anche se sono ricci come le spirali del DNA, ricci come se si fossero avvolti su uno spiedino trasparente e li fossero restati... 
Perché a differenza della nostra beneamata sulla testa dei miei piccoli crescono generosi milioni di ricci!
Così, oggi, dopo una lunga "seduta" in vasca, durante la quale abbiamo ripetutamente pettinato i capelli con una speciale crema per i ricci indomabili, ho deciso di pubblicare le immagini di questa T-shirt, omaggio a Rapunzel e, soprattutto, la mostriamo per celebrare la capacità di ognuno di noi di accettarsi per quello che è, con le proprie differenze che, come in questo caso, spesso sono dei fantastici pregi....

martedì 11 giugno 2013

C'era una volta.. cappuccetto rosso



Domani è il gran giorno: c'è la recita a scuola di Minimani e ognuno è pronto con il suo copione e il suo bel vestito di scena! 
I genitori, i nonni, i fratellini e chi altro vorrà venire assisterà alla prima insalata mista delle favole... ebbene si: il copione originale è scritto dalla maestra e Minimani farà ben due personaggi: la mamma di Cappuccetto Rosso e (non oso immaginare che percorso narrativo si segua) anche la Sirenetta... mha! Vedremo...
La cosa più buffa è che la nostra attrice continua a rivolgersi al fratello come se il piccolo e inconsapevole fanciullo fosse cappuccetto rosso. 
Gli dà strani ordini e poi, in continuazione, gli dice di non dimenticare il cestino per la nonna, dove sono stati messi tutti beni, ovviamente, di prima necessità. Con fare militaresco, guardandolo fisso negli occhi, elenca quello che custodisce il panierino: patatine fritte, pop corn, coca cola, pizzette, succo, biscotti al cioccolato, gomme da masticare... 
Sono proprio curiosa di sapere che fine ha fatto il lupo in questa storia! Chissà se è piccolino come il nostro della t-shirt o simpatico come quello del libro che tanto amiamo: Il più furbo, di Mario Ramos... una vera delizia!


La t-shirt è in cotone 100%, ovviamente colorata a mano. Causa bel tempo e richiamo della foresta la piccola artista ha disertato e quindi, questa qui in visione, è colorata solo da me...

giovedì 14 marzo 2013

c'era una volta il lupo




Mi è venuto un pò cattivo ma in realtà è solo molto goloso... stringe forte forte un bel cestino di fragole. Chissà se l'ha preso a cappuccetto rosso!


T-shirt in cotone biologico, dipinta a mano con colori per tessuto. lavabile anche in lavatrice.
Tutti gli oggetti mostrati in questo blog sono in vendita.
E' possibile, nell'ordinazione, scegliere di fare realizzare il soggetto su body a manica lunga, body a manica corta, t-shirt a manica lunga e t-shirt a manica corta per maschio o per femmina e, ovviamente, scegliere la taglia.
contatti: effeferrara@yahoo.it

The articles shown in this blog are for sale.
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contacts: effeferrara@yahoo.it