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martedì 14 gennaio 2014

lustrini, leoni, ballerine e saltimbanchi...




è più forte di me: adoro il circo. 

Mi piace l'orchestrina sospesa che improvvisa improbabili motivetti, mi piacciono i costumi con le piume e i lustrini, i trucchi carichi, i giocolieri, gli acrobati, la sabbia dell'arena, le righe del tendone, i trapezisti... Mi sembra tutto avvolto in un'alone di magia: persone che hanno fatto una scelta precisa, girovaghi per scelta, con i loro carrozzoni più o meno accessoriati e i loro animali, fratelli e cugini. Una grande e varia famiglia fatta di incomprensibili relazioni di solidarietà e conflitto, suspance, rapporti di forza e dipendenza, legami impossibili da capire o da paragonare... Come se la modernità non fosse ancora arrivata nel loro mondo: fatta eccezione per alcuni lussi che i circhi più lussuosi si vogliono e si possono concedere, i circensi vivono fuori dalla storia, saltando, domando tigri e leoni, addestrando foche, roteando nel cielo sospesi su una fune... 
Guardo il circo con gli occhi di quand'ero piccola e con gli occhi dei miei figli: con loro vado ogni volta che un carrozzone si ferma nelle mie vicinanze e con loro rido, mi spavento, mangio pop-corn, guardo assorta i salti coraggiosi di scriccioli fortissimi, mi lascio guidare dal giudizio del mio indomabile leone che, nell'ultimo spettacolo, ci tiene a sottolineare la bravura delle tigri: mamma veramente bravissime le tigri, non trovi?
Mi piace l'odore, i colori, l'antico e il moderno televisivo che si affaccia in alcuni momenti ma, per lo più, fermo ad un repertorio anni ottanta. 
Capisco Fellini che cercò di scappare con un circo di passaggio a Rimini. 
Mi lascio emozionare dal ricordo del racconto di una ginnasta infortunata il cui sogno non erano le olimpiadi ma il trapezio del circo più grande del mondo!
Adoro il circo e sono felice che anche i miei figli ne siano affascinati.
La prima immagine l'ho trovata qui, è di una bravissima illustratrice che si chiama eleonora moretti, trovata per caso mentre cercavo un'immagine da accompagnare a questo post, le altre sono mie:



venerdì 18 ottobre 2013

Viva la leggerezza!



È bene ritrovare in noi gli amori

perduti, conciliare in noi l'offesa;
ma se la vita all'interno ti pesa
tu la porti al di fuori.

Spalanchi le finestre o scendi tu
tra la folla: vedrai che basta poco
a rallegrarti: un animale, un gioco
o, vestito di blu,
un garzone con una carriola,
che a gran voce si tien la strada aperta,
e se appena in discesa trova un'erta
non corre più, ma vola.

La gente che per via a quell'ora è tanta
non tace, dopo che indietro si tira.
Egli più grande fa il fracasso e l'ira,


più si dimena e canta.

sabato 5 ottobre 2013

Ottimo massimo



Ricordate il Barone Rampante? 
Cosimo Piovasco di Rondò... con un nome così semplice e poco impegnativo come non potevo perdere la testa per lui.
Credo sia stata una delle mie prime cotte letterarie! 
Cosimo non subisce le regole dell’etichetta alle quali dovrebbe attenersi e, senza farvela troppo lunga, con una testutaggine che mi ricorda qualcosa con cui ho spesso a che fare, decide di trasferirsi a vivere per sempre sugli alberi. Forte e rapido, si sposta da un albero all’altro con la leggerezza di un soffio, veste indumenti fatti da lui a seconda della necessità e la sua casa è una capanna (ovviamente sospesa tra gli alberi), che perfeziona giorno dopo giorno per renderla sempre più confortevole. 
Semplicemente fantastico!
Chi di voi non ha sognato di vivere su di un albero? Chi di voi da bambino non ha cercato di costruire una capanna in cui passare i propri momenti di segreto divertimento? 
Bhè: io l'ho fatto! E mi piaceva da matti... 
La mia purtroppo non era accogliente e bella come quella del barone (per questo forse ho da grande studiato architettura...) ma era la MIA capanna!
E dentro, ovviamente, mi faceva compagnia il fido Ottimo Massimo (da allora per me tutti i bassotti sono Ottimo Massimo!), che purtroppo era di pezza e non di pelo e non ha mai condotto da me l'amata Viola (né tantomeno quel bel brunetto che abitava nella casa accanto a quella in cui stavamo noi al mare d'estate!). Ho aspettato a lungo il barone rampante, forte e fragile, leggero e con le idee chiare. Ma Cosimo è anche, anche per questo, testardo e irremovibile come, ahimè, gli uomini che a piacciono a me... e così, quasi vent'anni dopo la prima cotta, il mio principe azzurro ha la stessa testa dura. 
Dov'è la casa sull'albero e soprattutto: Ottimo dove sei?

lunedì 24 giugno 2013

Maradona



Maradona: per chi ama il calcio e per chi è di Napoli, non ci sono parole da aggiungere!  
Quando ci hanno chiesto una maglietta con Maradona ho pensato: ma sarò capace?
Il papà-committente è un tifoso. Forse è il tifoso: per lui, come per molti come lui, Maradona è un Mito. E' la leggenda, è la storia, è la porta che si è aperta per entrare nella passione del calcio… e oggi Luca (il papà) racconta tutto questo al figlio, che ha poco più di sette anni e cresce a Parigi.
Non posso sbagliare!
Con questo spirito e questa responsabilità ho cominciato: scarabocchi, caricature,  capoccioni ricci… poi, finalmente, il suo bel faccione. 
Si, può andare.
Anche per me si è immediatamente aperto il mondo della memoria! 
Sarò nostalgica eppure…
Perché se hai la mia età e se sei nato alle falde del Vesuvio, anche se non sei un tifoso appassionato, Maradona è Maradona.
Maradona, anzitutto, è il nome di una calda primavera. 
Dopo una più che generosa stagione, la città (ma proprio tutta la città) impazzì. Le persone scivolarono dalle proprie case rovesciandosi nelle strade: si celebrava il tanto atteso scudetto e forse molto altro. 
C’era bisogno di festa!
Fuochi d’artificio, dediche sui muri, volti dipinti con il colore del Napoli e dello scudetto, balli, sudori condivisi, abbracci, sorrisi, canti, baci, rumore e musica…
Maradò Maradò Maradò
Maradona è megl’e Pelè… 
Io, adolescente curiosa, condividevo la gioia dilagante, ascoltavo i cori alzarsi da una città infuocata, protetta da un cielo celeste, dello stesso colore della “maglia del cuore”. Tutti i napoletani mi sembravano stretti in caldi abbracci, sudati e ridenti… uno spettacolo!
Uno spettacolo che io, come spesso mi capita, guardavo dalla finestra di casa… un po’ in disparte.

mercoledì 19 giugno 2013

storia di una barchetta di carta...


Facciamo spesso le barchette di carta con i bambini, alle volte anche per giocare semplicemente nella vasca da bagno. Altre volte incontrano aerei di carta e lì comincia la contesa!
Ieri con una piccola ospite scalmanata quanto i miei Amati, proprio con delle barchette di carta, tutte colorate, abbiamo fatto una battaglia navale nella mega piscina che occupa spavalda il nostro mini terrazzo. 
Un successo: ovviamente le barchette avversarie venivano affondate con salti ginnici e schizzi barocchi... Un vero spasso! Alla fine, stravolta, l'ultima superstite ha chiesto asilo e riposa felice e vittoriosa tra i giochi in camera da letto.
Grazie al gioco di ieri mi sono ricordata di questa t-shirt che, come tante fatte con Minimani, non ha ancora visto le luci della ribalta telematica ma oggi si presenta, finalmente, al grande pubblico in tutta la sua bellezza!
Viva le barchette di carta e chi le ama....

martedì 4 giugno 2013

gli strumenti del mestiere...

ecco qui un'altra creazione minimani... in realtà c'è solo la mia mano ma, nonostante manchi la mano dell'artista (c'è solo un suo segno, inglobato nella macchia rossa in basso), è piuttosto fotogenico!
Un vestitino di jeans, taglia 9-12 mesi...



lunedì 3 giugno 2013

goal!





Ognuno di noi ha una passione o semplicemente un desiderio che ci rende felici. 
Non tutti sappiamo dargli un nome: Leone si! 
La sua passione si chiama palla. 
Domenica è bastato pochissimo (un body disegnato), per renderlo felice, felice, ma proprio felice! 
... E poi che soddisfazione quando l'ha visto e subito ha detto, con quel suo incerto linguaggio volitivo: palla mamma, mettere, mettere!
Così ha passato il pomeriggio, così ha dormito, così è andato a scuola e così ha mostrato fiero, questa mattina, a maestra Manu il suo pancione-pallone...
Che bello saper dare nome alle cose!
Che bello la passione!

venerdì 24 maggio 2013

un pò di traffico

Un pò di traffico perché, inspiegabilmente, ruspe, camion, trattori e macchinine sono davvero la passione di molti bambini...
La t-shirt con ruspe, camion e varie ci ha dato una gran bella soddisfazione: il bimbo a cui è arrivata ha detto che era la maglietta più bella che avesse mai avuto!
questo ci riempie davvero di gioia!
grazie di cuore Leopoldo

c'è un'errata corrige da fare, per ampliare il nostro ego e farci sorridere ancora di più: il buon saggio Leopoldo ha addirittura detto che questa maglietta intasata di disordinato traffico urbano era la più bella che avesse mai visto.
La nostra soddisfazione è alle stelle!
Grazie Costi!


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