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martedì 28 ottobre 2014

fate e principesse

Buckingham Palace: che meraviglia!
Ovviamente non mi riferisco all’architettura incerta del palazzo reale ma alle fantasie che prendono forma e spazio girando nelle stanze della regina. 
Una scenografia perfetta, abbondantemente dorata e vellutata, dove i sogni fiabeschi di una bimbetta di cinque anni diventano, a sorpresa, realtà.

Mamma, ma che dici? Mica c’è la principessa! Le regine e le principesse stanno solo nelle favole !
Eh no Ceci, questa volta ti sbagli. Qui a Londra c’è una regina in carne ed ossa e, ti dirò di più, c'è pure una principessa !

Kate, la principessa perfetta, troneggia perfino in un ritratto più vero del reale, alla National Portrait Gallery, il museo londinese che racconta la storia dell’Inghilterra attraverso i ritratti di personaggi illustri (una meraviglia pensare di raccontare la storia attraverso le facce!). Qui, incantati dalla sua regale bellezza, abbiamo passato ore nel vano tentativo di riprodurne il ritratto, scoprendo, per la prima volta in viaggio, che di principesse ce ne sono, eccome!
Eh si, poi mi sono detta: a Londra non poteva mancare una principessa!
Londra, che materializza così bene ogni possibilità, bizzarria e desiderio acquistabile, non poteva non offrire l’occasione, a portata di tutti, di dare una forma anche a questo desiderio, a questa fantasia … una fantasia che inonda, nostro malgrado, l’immaginario di nostra figlia. 
Sogni di essere una principessa? Adori i suoi sobri abiti scintillanti?
Beccati il souvenir!
MICA MALE!
Perché a Londra, dove tutto può essere consumato, comprato, venduto e immaginato, anche le fantasie legate alle principesse delle fiabe diventano un'occasione, non solo una possibilità.


Cenerentola e Biancaneve sono ormai eroine superate: impolverate e dai capelli grigi, cadono dimenticate nel cassetto mentre i denti bianchissimi di Kate luccicano negli occhi della mia piccola che non può credere alle proprie orecchie quando le dico che la principessa non ha sangue reale, è una ragazza come lo sarà lei tra qualche anno, una persona qualunque che ha incontrato a scuola un ragazzo qualunque, che poi era un principe, lo ha sposato ed è diventata, così, tra un bacio e un bicchiere di vino, una principessa ...

Ma che dici mamma, chiunque può diventare una principessa?
Beh, se ti piace, si. E poi, in realtà la puoi vedere anche così: prendi tuo fratello, quando si farà grande, quando si  innamorerà farà della sua amata la sua principessa …
Mamma, ma che dici: mio fratello mica è un principe!
Dipende dai punti di vista, tesoro …

Londra, la città dove il desiderio è a portata di mano e di portafoglio, dove ti rendi conto che tutto si può comprare e, per sbaglio, forse immaginare, possiamo girare nel palazzo reale e scoprire, con gli occhi incantati di un’adorante bambina, che davvero le principesse esistono e, non a caso, vivono qui! 
In questa città.
Senza corona, con portamento regale, a questo punto ci avviamo verso il parco … alla ricerca delle fate... Non si può mai sapere!

Le immagini sono particolari di magliette fatte con Minimani, Raperonzolo e la Sirenetta

giovedì 15 maggio 2014

AUG!


Una volta, nemmeno troppo tempo fa, mi hanno raccontato di un capo indiano e della sua idea di tempo... 
Il capo indiano diceva che il passato lo conosciamo, dunque è davanti a noi, mentre il futuro, che è inconoscibile deve per forza essere indietro, alle nostre spalle. Questa cosa mi confonde, non poco. 
Oggi mi sembra che così poco conosco il mio passato! 
Scavo e cerco di condividerlo, anzitutto con me stessa, per tracciare un segno, capire dove sono, con e senza i miei piccolini. Ma capisco poco. Non so. Forse, solo guardando al futuro posso lasciare che anche il mio ombelico sorrida... e con lui il resto. 
Oppure cerco solo di saltare, portarmi avanti e trascinare con me i miei piccoli indiani che oggi, sorridendo sotto la pioggia improvvisa, improvvisavano una danza per la pioggia. 
Per fare venire, finalmente, un clamoroso acquazzone!
Aug Capo indiano!

giovedì 27 febbraio 2014

principesse, uncini, ragni e pajette



A carnevale ognuno si veste un pò come gli pare: indossa gli abiti del suo eroe o si trasforma in quello che avrebbe sempre voluto essere.
A casa nostra è quasi sempre carnevale: gli abitanti sotto il metro e dieci sono spesso travestiti e quando litigano chiamano gli eroi più comodi in propria difesa. Leone prende l'uncino e dice alla sorella che è il temibile pirata, Cecilia diventa una principessa piratessa, pronta ad ogni angheria!
Per lui c'è l'imbarazzo della scelta: lumaca, calciatore, squalo, diavolo, cavaliere, palla, l'evergreen pirata, il classico Spidermen...
Per lei invece: Aurora, Rapunzel, Ariel, Biancaneve, Merida, principessa, principessa e ancora principessa! 
Che noia!
... Quando finalmente arriva una sorpresa mozzafiato per la festa di oggi : mamma, per la festa di scuola, mi vesto da fragola!
Che meraviglia!
Abbiamo lasciato da parte lustrini, pajettes, cipria, parrucche e ombretti zuccherini per infilarci un fantastico abitino fatto in casa che ha chiuso la porta in faccia all'immaginario fiabesco, forse addirittura dysneiano, che caratterizza l'estetica di mia figlia!
Il cambio di rotta è stato improvviso.
Non ho ben capito se è solo per indossare improbabili parrucche che la fanno sembrare raffaella carrà, se è per gli strass che adora più di ogni altra cosa al mondo o perché tutte in classe sua vorrebbero essere per un giorno principessa, fatto sta che il travestimento sembrava avere buttato una luce loschissima sui desideri e le aspettative di mia figlia. Alla prima festa in maschera, dove quasi tutte le bimbe erano spaventosamente vestite al medesimo modo, indossando gli abiti della principessa dysneiana di turno (la reginetta quest'anno, almeno dalle nostre parti, è Elsa), Cecilia era vestita da sirena, ma si spacciava per una più riconoscibile sirenetta Ariel, principessa degli abissi!
Sono una principessa, una semplice e banale principessa! ecco tutto.
E oggi, invece, tutta da mangiare, fiera di avere contribuito alla manifattura del nuovo abitino, sembra avere scelto una strada  diversa:  più creativa, più autonoma... dove non ci sono principesse, né principi confezionati ma dove poter brillare di luce propria, dopo avere fatto quello che davvero ci piace!

mercoledì 12 febbraio 2014

impariamo a leggere?




Mamma che ho scritto qui? e qui che c'è scritto? me lo leggi?
Leone, vieni qui che ti leggo una storia e accendi la luce che non riesco a leggere... 

Insomma, ormai a casa è un tormentone! Cecilia vuole leggere e scrivere. 
Forse soprattutto leggere!
Sarà perché è un pò competitiva e in classe le sue amichette vengono preparate alle elementari (in una classe mista o verticale che si voglia - bimbi in classe dai 3 ai 5 in caotica eredità montessoriana- non tutti i bambini fanno le stesse cose: se maturano nel prendersi reciprocamente cura i grandi dei piccoli e i piccoli dei grandi, sono costantemente abituati a lasciare andare via gli amichetti alla fine dell'anno e, alle volte, sono anche impegnati in attività diverse, pur stando in classe insieme) o semplicemente perché è curiosa, fatto sta che ha una voglia matta di leggere. 
Leggere tutto: libri, scontrini, custodie di cd, giornali, foglietti, bottiglie del latte, scatole di biscotti, istruzioni, bugiardini... 
Negli ultimi tempi ho scoperto che dappertutto si può nascondere un racconto surreale, personale, strampalato... comico!
E' sorprendente trovare un barattolo dello yogurt con su stampate fantastiche avventure o cavalleresche epopee. 
Il menù settimanale del ristorante sottocasa? voilà: picaresche imprese di pesci saltanti che hanno, stranamente, i nomi delle sue amiche più care.
Il libro del papà? una frizzante miscela di favole dove biananeve va a cena con aurora nel ristorante di peter...
Chissà, tutto questa voglia di leggere e fare la grande mi fa venire molti dubbi! Tra poco scadono i tempi per le iscrizioni a scuola e io ancora non l'ho iscritta da nessuna parte. Sono divorata dai dubbi: assecondo la sua voglia di crescere anticipandola a scuola? La lascio nell'asilo in cui sta, dove il prossimo anno non starà con le sue amiche che andranno alle elementari? E poi: dove iscrivo Leone, qui o nella scuola dove farà le elementari domani Ceci? 
Chi lo avrebbe mai detto che mi sarei lacerata in un dubbio più complesso dell'amletico essere o non essere...
Mha, ho come la sensazione che qualunque cosa farò sarà sbagliata... 
Comunque per ora impariamo a leggere e ci siamo fatte il nostro ABECEDARIO, repentinamente appeso sul letto per una pronta lettura!


martedì 14 gennaio 2014

lustrini, leoni, ballerine e saltimbanchi...




è più forte di me: adoro il circo. 

Mi piace l'orchestrina sospesa che improvvisa improbabili motivetti, mi piacciono i costumi con le piume e i lustrini, i trucchi carichi, i giocolieri, gli acrobati, la sabbia dell'arena, le righe del tendone, i trapezisti... Mi sembra tutto avvolto in un'alone di magia: persone che hanno fatto una scelta precisa, girovaghi per scelta, con i loro carrozzoni più o meno accessoriati e i loro animali, fratelli e cugini. Una grande e varia famiglia fatta di incomprensibili relazioni di solidarietà e conflitto, suspance, rapporti di forza e dipendenza, legami impossibili da capire o da paragonare... Come se la modernità non fosse ancora arrivata nel loro mondo: fatta eccezione per alcuni lussi che i circhi più lussuosi si vogliono e si possono concedere, i circensi vivono fuori dalla storia, saltando, domando tigri e leoni, addestrando foche, roteando nel cielo sospesi su una fune... 
Guardo il circo con gli occhi di quand'ero piccola e con gli occhi dei miei figli: con loro vado ogni volta che un carrozzone si ferma nelle mie vicinanze e con loro rido, mi spavento, mangio pop-corn, guardo assorta i salti coraggiosi di scriccioli fortissimi, mi lascio guidare dal giudizio del mio indomabile leone che, nell'ultimo spettacolo, ci tiene a sottolineare la bravura delle tigri: mamma veramente bravissime le tigri, non trovi?
Mi piace l'odore, i colori, l'antico e il moderno televisivo che si affaccia in alcuni momenti ma, per lo più, fermo ad un repertorio anni ottanta. 
Capisco Fellini che cercò di scappare con un circo di passaggio a Rimini. 
Mi lascio emozionare dal ricordo del racconto di una ginnasta infortunata il cui sogno non erano le olimpiadi ma il trapezio del circo più grande del mondo!
Adoro il circo e sono felice che anche i miei figli ne siano affascinati.
La prima immagine l'ho trovata qui, è di una bravissima illustratrice che si chiama eleonora moretti, trovata per caso mentre cercavo un'immagine da accompagnare a questo post, le altre sono mie:



sabato 5 ottobre 2013

Ottimo massimo



Ricordate il Barone Rampante? 
Cosimo Piovasco di Rondò... con un nome così semplice e poco impegnativo come non potevo perdere la testa per lui.
Credo sia stata una delle mie prime cotte letterarie! 
Cosimo non subisce le regole dell’etichetta alle quali dovrebbe attenersi e, senza farvela troppo lunga, con una testutaggine che mi ricorda qualcosa con cui ho spesso a che fare, decide di trasferirsi a vivere per sempre sugli alberi. Forte e rapido, si sposta da un albero all’altro con la leggerezza di un soffio, veste indumenti fatti da lui a seconda della necessità e la sua casa è una capanna (ovviamente sospesa tra gli alberi), che perfeziona giorno dopo giorno per renderla sempre più confortevole. 
Semplicemente fantastico!
Chi di voi non ha sognato di vivere su di un albero? Chi di voi da bambino non ha cercato di costruire una capanna in cui passare i propri momenti di segreto divertimento? 
Bhè: io l'ho fatto! E mi piaceva da matti... 
La mia purtroppo non era accogliente e bella come quella del barone (per questo forse ho da grande studiato architettura...) ma era la MIA capanna!
E dentro, ovviamente, mi faceva compagnia il fido Ottimo Massimo (da allora per me tutti i bassotti sono Ottimo Massimo!), che purtroppo era di pezza e non di pelo e non ha mai condotto da me l'amata Viola (né tantomeno quel bel brunetto che abitava nella casa accanto a quella in cui stavamo noi al mare d'estate!). Ho aspettato a lungo il barone rampante, forte e fragile, leggero e con le idee chiare. Ma Cosimo è anche, anche per questo, testardo e irremovibile come, ahimè, gli uomini che a piacciono a me... e così, quasi vent'anni dopo la prima cotta, il mio principe azzurro ha la stessa testa dura. 
Dov'è la casa sull'albero e soprattutto: Ottimo dove sei?

martedì 11 giugno 2013

C'era una volta.. cappuccetto rosso



Domani è il gran giorno: c'è la recita a scuola di Minimani e ognuno è pronto con il suo copione e il suo bel vestito di scena! 
I genitori, i nonni, i fratellini e chi altro vorrà venire assisterà alla prima insalata mista delle favole... ebbene si: il copione originale è scritto dalla maestra e Minimani farà ben due personaggi: la mamma di Cappuccetto Rosso e (non oso immaginare che percorso narrativo si segua) anche la Sirenetta... mha! Vedremo...
La cosa più buffa è che la nostra attrice continua a rivolgersi al fratello come se il piccolo e inconsapevole fanciullo fosse cappuccetto rosso. 
Gli dà strani ordini e poi, in continuazione, gli dice di non dimenticare il cestino per la nonna, dove sono stati messi tutti beni, ovviamente, di prima necessità. Con fare militaresco, guardandolo fisso negli occhi, elenca quello che custodisce il panierino: patatine fritte, pop corn, coca cola, pizzette, succo, biscotti al cioccolato, gomme da masticare... 
Sono proprio curiosa di sapere che fine ha fatto il lupo in questa storia! Chissà se è piccolino come il nostro della t-shirt o simpatico come quello del libro che tanto amiamo: Il più furbo, di Mario Ramos... una vera delizia!


La t-shirt è in cotone 100%, ovviamente colorata a mano. Causa bel tempo e richiamo della foresta la piccola artista ha disertato e quindi, questa qui in visione, è colorata solo da me...

giovedì 6 giugno 2013

Volevo un gatto nero...


Pochi giorni fa ci hanno chiesto una maglietta con un gatto.  
Mai disegnato un gatto ma... nessun problema, mai scoraggiarsi!
"Bene: cominciamo!" , ci siamo dette guardandoci negli occhi io e Minimani. 
Ma da dove cominciare? 
Ho pensato a Babiolino, il gatto che mia madre aveva circa mezzo secolo fa quando viveva con la sua mamma. Conosco le gesta eroiche di Babiolino: quanto mangiava, come attaccava i topi e come è scappato, per amore, diceva mia madre, in fuga con una gattina scialbetta per poi non tornare mai più a casa... ma non ho mai visto Babiolino. 
Un'idea però me la sono fatta: un bel pò di peli, coda lunga, occhietti furbi, miagolio persistente, gran dormiglione, mangione, menefreghista e poi ho dato uno sguardo in giro, infondo i gatti sono gatti no? 
Così, raccontando i miei ricordi dei ricordi di mia madre a Cecilia, abbiamo cercato di fare un ritratto al gatto con il nome più strano della storia (sarà forse scappato di casa per il nome che gli avevano dato?).
Comunque, tornando al gatto della maglietta, alla fine ci siamo riuscite.
Minimani, armata di pennello e fin troppo ispirata, ha imbrattato la sagoma fatta da me con tonnellate di acqua "sporca" di colore che, incurante del bordo della sagoma ha cominciato a espandersi senza pietà. Con coraggio, come solo due esperte disegnatrici potevano fare, non ci siamo lasciate prendere dal panico ma al contrario: una pennellata di bianco, tonico e compattante, ed ecco qui il risultato. 
Anche Minimani era molto soddisfatta, tanto che mi ha detto: 
"Mamma certamente Babiolino era così!"

martedì 12 marzo 2013

Pinocchio



Pinocchio: T-shirt in cotone biologico (organic cotton). 
Dipinta  a mano con colori per tessuto. Lavabile anche in lavatrice. 




tre porcellini


E SONO DUE!
QUESTA è LA VERSIONE FROU-FROU DEI TRE PORCELLINI ( BASTA OSSERVARE LA T-SHIRT A POIS!)
DIPINTA  AMANO, IN COTONE ORGANICO. LAVABILE.

siam tre piccoli porcellini


Siam tre piccoli porcellini siamo tre fratellini....mai nessun ci dividerà....TRALLALLALALLA'!

I tre porcellini sono un grande classico: è una favola che ho sempre amato. Forse, la mia infantile passione dipende dal fatto che siamo tre fratellini e c'era un pò di identificazione.

questo body è in cotone biologico 100% ( organic cotton come ormai si dice dappertutto...)
L'immagine può essere realizzata anche su t-shirt o body a mezze maniche.


Tutti gli oggetti mostrati in questo blog sono in vendita.
E' possibile, nell'ordinazione, scegliere di fare realizzare il soggetto su body a manica lunga, body a manica corta, t-shirt a manica lunga e t-shirt a manica corta per maschio o per femmina e, ovviamente, scegliere la taglia.
contatti: effeferrara@yahoo.it

The articles shown in this blog are for sale.
It is possible, when ordering, choose to make the subject of bodysuit, t-shirt long sleeve and short sleeve t-shirt for male or female.
contacts: effeferrara@yahoo.it