domenica 20 aprile 2014

pasqua

L’uovo di Pasqua, Di Gianni Rodari
Dall’uovo di Pasqua è uscito un pulcino
di gesso arancione col becco turchino.
Ha detto: “Vado mi metto in viaggio 
e porto a tutti un gran messaggio!”
E svolazzando di qua e di là,
attraversando paesi e città
ha scritto sui muri, nel cielo e per terra:
Viva la pace, abbasso la guerra.

qualcuno mi ha detto che rompersi è un pò fiorire...lo spero.
buona pasqua

mercoledì 2 aprile 2014

gelato di primavera


Ieri la mia piccola "capa riccia" guardandomi fissa negli occhi, con tanto di morbida zeppola, ha cominciato a recitare così:

La primavera mi piace davvero

perché mi vesto più leggero
gioco fuori, mangio gelati
faccio le corse in mezzo ai prati.
Vado a passeggio con mamma e papà
questa è la vera felicità!



la filastrocca è deliziosa, ma non si può immaginare quanto ho potuto ridere quando lei indugiava sulla parola GELATI! ripeteva ritmicamente il ritornello, imparato credo a scuola, e ammiccante piroettava sul cono gelato. Ovviamente se ne è meritato uno mega, con panna! 
Qui di seguito condivido le foto di due camicie in cotone, una delle ultime creazioni di MiniMani... realizzate per due gemelline pestifere e deliziose. 
Anche loro (le camicette), nel loro piccolo, sono un inno alla primavera!


giovedì 20 marzo 2014

Non insegnate ai bambini...


Ho scovato questa commovente canzone:
la condivido insieme a qualche mio disegno.




giovedì 27 febbraio 2014

principesse, uncini, ragni e pajette



A carnevale ognuno si veste un pò come gli pare: indossa gli abiti del suo eroe o si trasforma in quello che avrebbe sempre voluto essere.
A casa nostra è quasi sempre carnevale: gli abitanti sotto il metro e dieci sono spesso travestiti e quando litigano chiamano gli eroi più comodi in propria difesa. Leone prende l'uncino e dice alla sorella che è il temibile pirata, Cecilia diventa una principessa piratessa, pronta ad ogni angheria!
Per lui c'è l'imbarazzo della scelta: lumaca, calciatore, squalo, diavolo, cavaliere, palla, l'evergreen pirata, il classico Spidermen...
Per lei invece: Aurora, Rapunzel, Ariel, Biancaneve, Merida, principessa, principessa e ancora principessa! 
Che noia!
... Quando finalmente arriva una sorpresa mozzafiato per la festa di oggi : mamma, per la festa di scuola, mi vesto da fragola!
Che meraviglia!
Abbiamo lasciato da parte lustrini, pajettes, cipria, parrucche e ombretti zuccherini per infilarci un fantastico abitino fatto in casa che ha chiuso la porta in faccia all'immaginario fiabesco, forse addirittura dysneiano, che caratterizza l'estetica di mia figlia!
Il cambio di rotta è stato improvviso.
Non ho ben capito se è solo per indossare improbabili parrucche che la fanno sembrare raffaella carrà, se è per gli strass che adora più di ogni altra cosa al mondo o perché tutte in classe sua vorrebbero essere per un giorno principessa, fatto sta che il travestimento sembrava avere buttato una luce loschissima sui desideri e le aspettative di mia figlia. Alla prima festa in maschera, dove quasi tutte le bimbe erano spaventosamente vestite al medesimo modo, indossando gli abiti della principessa dysneiana di turno (la reginetta quest'anno, almeno dalle nostre parti, è Elsa), Cecilia era vestita da sirena, ma si spacciava per una più riconoscibile sirenetta Ariel, principessa degli abissi!
Sono una principessa, una semplice e banale principessa! ecco tutto.
E oggi, invece, tutta da mangiare, fiera di avere contribuito alla manifattura del nuovo abitino, sembra avere scelto una strada  diversa:  più creativa, più autonoma... dove non ci sono principesse, né principi confezionati ma dove poter brillare di luce propria, dopo avere fatto quello che davvero ci piace!

mercoledì 12 febbraio 2014

impariamo a leggere?




Mamma che ho scritto qui? e qui che c'è scritto? me lo leggi?
Leone, vieni qui che ti leggo una storia e accendi la luce che non riesco a leggere... 

Insomma, ormai a casa è un tormentone! Cecilia vuole leggere e scrivere. 
Forse soprattutto leggere!
Sarà perché è un pò competitiva e in classe le sue amichette vengono preparate alle elementari (in una classe mista o verticale che si voglia - bimbi in classe dai 3 ai 5 in caotica eredità montessoriana- non tutti i bambini fanno le stesse cose: se maturano nel prendersi reciprocamente cura i grandi dei piccoli e i piccoli dei grandi, sono costantemente abituati a lasciare andare via gli amichetti alla fine dell'anno e, alle volte, sono anche impegnati in attività diverse, pur stando in classe insieme) o semplicemente perché è curiosa, fatto sta che ha una voglia matta di leggere. 
Leggere tutto: libri, scontrini, custodie di cd, giornali, foglietti, bottiglie del latte, scatole di biscotti, istruzioni, bugiardini... 
Negli ultimi tempi ho scoperto che dappertutto si può nascondere un racconto surreale, personale, strampalato... comico!
E' sorprendente trovare un barattolo dello yogurt con su stampate fantastiche avventure o cavalleresche epopee. 
Il menù settimanale del ristorante sottocasa? voilà: picaresche imprese di pesci saltanti che hanno, stranamente, i nomi delle sue amiche più care.
Il libro del papà? una frizzante miscela di favole dove biananeve va a cena con aurora nel ristorante di peter...
Chissà, tutto questa voglia di leggere e fare la grande mi fa venire molti dubbi! Tra poco scadono i tempi per le iscrizioni a scuola e io ancora non l'ho iscritta da nessuna parte. Sono divorata dai dubbi: assecondo la sua voglia di crescere anticipandola a scuola? La lascio nell'asilo in cui sta, dove il prossimo anno non starà con le sue amiche che andranno alle elementari? E poi: dove iscrivo Leone, qui o nella scuola dove farà le elementari domani Ceci? 
Chi lo avrebbe mai detto che mi sarei lacerata in un dubbio più complesso dell'amletico essere o non essere...
Mha, ho come la sensazione che qualunque cosa farò sarà sbagliata... 
Comunque per ora impariamo a leggere e ci siamo fatte il nostro ABECEDARIO, repentinamente appeso sul letto per una pronta lettura!


martedì 14 gennaio 2014

lustrini, leoni, ballerine e saltimbanchi...




è più forte di me: adoro il circo. 

Mi piace l'orchestrina sospesa che improvvisa improbabili motivetti, mi piacciono i costumi con le piume e i lustrini, i trucchi carichi, i giocolieri, gli acrobati, la sabbia dell'arena, le righe del tendone, i trapezisti... Mi sembra tutto avvolto in un'alone di magia: persone che hanno fatto una scelta precisa, girovaghi per scelta, con i loro carrozzoni più o meno accessoriati e i loro animali, fratelli e cugini. Una grande e varia famiglia fatta di incomprensibili relazioni di solidarietà e conflitto, suspance, rapporti di forza e dipendenza, legami impossibili da capire o da paragonare... Come se la modernità non fosse ancora arrivata nel loro mondo: fatta eccezione per alcuni lussi che i circhi più lussuosi si vogliono e si possono concedere, i circensi vivono fuori dalla storia, saltando, domando tigri e leoni, addestrando foche, roteando nel cielo sospesi su una fune... 
Guardo il circo con gli occhi di quand'ero piccola e con gli occhi dei miei figli: con loro vado ogni volta che un carrozzone si ferma nelle mie vicinanze e con loro rido, mi spavento, mangio pop-corn, guardo assorta i salti coraggiosi di scriccioli fortissimi, mi lascio guidare dal giudizio del mio indomabile leone che, nell'ultimo spettacolo, ci tiene a sottolineare la bravura delle tigri: mamma veramente bravissime le tigri, non trovi?
Mi piace l'odore, i colori, l'antico e il moderno televisivo che si affaccia in alcuni momenti ma, per lo più, fermo ad un repertorio anni ottanta. 
Capisco Fellini che cercò di scappare con un circo di passaggio a Rimini. 
Mi lascio emozionare dal ricordo del racconto di una ginnasta infortunata il cui sogno non erano le olimpiadi ma il trapezio del circo più grande del mondo!
Adoro il circo e sono felice che anche i miei figli ne siano affascinati.
La prima immagine l'ho trovata qui, è di una bravissima illustratrice che si chiama eleonora moretti, trovata per caso mentre cercavo un'immagine da accompagnare a questo post, le altre sono mie:



martedì 7 gennaio 2014

Pinocchio: mi diverto più a correre dietro alle farfalle!


Abbiamo lasciato il 2013  navigando su fiumi di Brunello di Montalcino, a cavallo di maleodoranti pecorini toscani, per inciampare vicino a una cascata a mezza notte e riprenderci alla sveglia, lenta, calda e sorridente per dire buongiorno al 2014.... 
Quest'ingresso nell'anno nuovo l'abbiamo fatto a braccetto con Pinocchio e così il primo dell'anno siamo andati al parco di Collodi, dove ci siamo lasciati sorprendere dai carrozzoni, dalla barba di mangia fuoco, dalla taverna del gambero rosso,  dalle alte gambe dei gendarmi, dall'enorme balena che starnutisce... insomma siamo saltati a piè pari nella favola e ne siamo usciti carchi di meraviglie! Perché il parco di Pinocchio (qui) è un parco pre-moderno, nulla di tecnologico, sculture in ferro e brutalismi di cemento datati che introducono alla storia e accompagnano un racconto collettivo... un posto magico!
Detto fra noi, a me Pinocchio non è mai stato tanto simpatico, anche se nel tempo ho riletto il libro varie volte e ogni volta ho scoperto strati e significati sempre diversi! E' ricco... questo è poco ma è certo: Pinocchio è un libro ricchissimo! 
Io ci sono affezionata, e anche i miei bambini, credo.
E' una storia antica che si presta a mille letture. 
Cecilia ne è affascinata, anche se spesso si protegge le orecchie per non sentire le parti che le fanno paura (che sono tante!). Ride del grillo parlante e piange quando muore, ha paura di Mangia fuoco ma poi dice: è buono, solo che sembra cattivo...a me sta simpatico! Leone teme che gli cresca il naso e ultimamente lo misura di continuo: perché il mio amato ama dire le bugie, le più belle, quelle più inutili!

Che nessuno sia un burattino! Ma che le bugie, quelle si...ogni tanto ben vengano!

giovedì 19 dicembre 2013

ancora altre immagini...

molto probabilmente dovrò mettere un pò d'ordine tra le immagini, per ora le pubblico senza ordine. La superproduzione natalizia di Cecilia a Federica...

 palloncini

cuscino con fiore

t-shirt con tre fiori

cuscino fiore blu

mercoledì 11 dicembre 2013

frutta e verdura...

Non so, sono amareggiata! Ieri ho scontrato per sbaglio, ahimè senza allontanarmi troppo dai miei affetti, ma certamente senza una volontà precisa, una realtà ottusa e chiusa che attribuisce alla parola "interesse" solo termini economici e non sa che cos'è una passione... che tristezza!
Devo dire che sono piuttosto avvilita e mi sento anche senz'aria se penso che in questa città non è l'unica persona a pensare tutto grigio, senza curiosità, senza sfumature e senza speranza...
Così oggi lancio frutta e verdura: un pò di sapore  a dare colore alla mia amarezza



lunedì 9 dicembre 2013

mercato meraviglia


Finalmente ci siamo decise: una fiera (natalizia) un po' speciale - fiera del design indipendente-, per mostrare le nostre creazioni.
Non nascondo che la mia socia si è sentita molto appesantita dall'idea che avremo un banco di vendita, di contro io ho sviluppato un estro barocco che non credevo di possedere!
Potete vedere tutte le informazioni qui
Venite, venite numerosi! 
Vi aspetto


martedì 5 novembre 2013

buon appetito!


Nei miei ricordi compariva nelle ore più impensate in cucina e cominciava a mischiare semplici ingredienti che non avrei mai osato avvicinare: arrivava a usare il dado di brodo per regalare ai pop corn un pò di carattere... Che donna! 
Ho sempre amato di lei la sua generosità, la sua fisicità e il suo modo di essere diretta. Attraverso una nube di fumo, con una sigaretta in mano, riesce a guardarti dritta negli occhi e raccontarti senza remore la sua vita chiedendo candidamente che c'è nascosto nella tua. 
Mi è sempre piaciuta Lucia, perché per me è sempre la piccola Lucia, perché cucina come una maga, perché credo che non abbia mai imparato a parlare bene l'inglese, perché ama gli uomini.
Perché è semplicemente Lucia. 
Mi ha chiesto un grembiulino...avrà un grembiulone: chissà se anche questa è generosità?
Cecilia ne ha fatti fuori 2 prima di questo e uno più femminile non l'abbiamo trovato: domani Lucia torna a Parigi con il nostro grembiulone che, certamente, ne vedrà delle belle!

mercoledì 30 ottobre 2013

une philosophie doit être portative!


Con il passare del tempo alcune cose si dimenticano, o forse succede semplicemente che ci si lascia sopraffare dalle "cose" e non si da più spazio a quanto prima sembrava imprescindibile!
Non so se a voi è mai successo, ma per me è così: quanta saggezza svanita e quante promesse evaporate! Un pò perché vado di corsa, un pò perché rimando a domani, un pò perché sono innegabilmente una pasticciona, fino a qualche anno fa oltre a pensare (per saggio suggerimento): une philosophie doit être portative!, mi lasciavo incoraggiare da una massima che mi ha salvato in più di un'occasine: il mondo è tecnica. 
Così pretendevo da me costanza e precisione. 
E ora? Bhé, se pensiamo che arrivo anche a confondere il naso da pulire ( a Cecilia cola e io pulisco quello di Leone...), forse qualcosa è andato storto. Mi dico, per giustificarmi, che probabilmente è solo una questione di tempo, di tempo che uno sa dedicare alle cose... E mi metto a cercarlo... nella tecnica.
Così mi ritrovo per caso a riprendere con serietà questa traccia: tecnica, impegno, strumenti adatti... E così ho scoperto i COLORI ACRILICI, dopo saggio consiglio di un'esperta. 
Un mondo si sta aprendo... coloro, impasto, pennello, spennello, timbro e...che precisione. 
Signori miei: che tecnica! Sempre accompagnata da quella spolverata di improvvisazione che comunque resta il mio marchio di fabbrica...
Qui le foto di una camicia omaggio al mio amato calciatore in erba che, con testarda costanza, insegue sempre il pallone... che si porti così sempre il suo pensiero amico con se!


venerdì 18 ottobre 2013

Viva la leggerezza!



È bene ritrovare in noi gli amori

perduti, conciliare in noi l'offesa;
ma se la vita all'interno ti pesa
tu la porti al di fuori.

Spalanchi le finestre o scendi tu
tra la folla: vedrai che basta poco
a rallegrarti: un animale, un gioco
o, vestito di blu,
un garzone con una carriola,
che a gran voce si tien la strada aperta,
e se appena in discesa trova un'erta
non corre più, ma vola.

La gente che per via a quell'ora è tanta
non tace, dopo che indietro si tira.
Egli più grande fa il fracasso e l'ira,


più si dimena e canta.

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